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La pillola della sera: la visita in un paziente con la febbre

La visita ad un paziente con la febbre, come dicevamo stamani inizia con il primo sguardo: è di importanza cruciale la valutazione dell’aspetto generale e dei segni vitali, oltre che della cute e deitessuti molli.

Il paziente con la febbre può apparire ansioso agitato o letargico e apatico.

La febbre è di solito presente, ma, ricordate sempre, gli anziani, gli immunocompromessi e chi fa uso di glucorticoidi può apparire apiretico, anche se ha un’infezione molto grave, quindi  chiamare il medico, nelle situazioni in cui la persona anziana ha uno stato generale non ottmale, è sempre una buona idea.

La misurazione della pressione arteriosa, la frequenza cardiaca, la saturazione e la misurazione della frequenza respiratoria aiuta sempre molto a determinare il quadro di compromissione .

La pillola del mattino: come ci si deve comportare quando arriva un paziente con la febbre alta?

La febbre è uno dei segni più comuni con cui il medico viene a contatto e per il quale il paziente si reca in uno studio.

Sembra una cosa banale, poiché aspecifica e forirera di molti malanni tranquilli, ma l’approccio deve essere attento e preciso fin dal primo momento in cui lo sguardo del medico si posa sul paziente.

Lo stato di agitazione, l’aspetto generale le sue condizioni possono dare ottimi indizi sulla gravità della situazione.

L’anamensi (sempre questa anamesi, immagino che vi stia uscendo fuori dalle orecchie, un po’ come agli studenti di medicina, ma solo dopo anni di professione ci si rende conto di quanto questa sia importante davvero)deve essere precisa e approfondita (per questo è molto importante la figura del medico di fiducia, perchè molte barriere cadono quando di fronte hai un professionista che ti consoce dalla nascita e che non ti guidica, ma vuole solo il tuo bene), deve interessare tutte le sfaccettature della vita: infezioni recenti, traumi, interventi chirurgici, viaggi, contatti con animli domestici e no, segni e sintomi ad un primo sguardo possono entrarci poco con la febbre, ma che invece potrebbero risultare molto importanti.

La pillola della sera: i patogeni si scelgono il terreno dove accasarsi

Gli agenti patogeni hanno la tendenza a infettare particolari tessuti e questo lo si sa fin da quando la batteriologia ha cominciato ad esistere e i microrganismo ad essere studiati.

Purtroppo ancora oggi non sono ben note le motivazioni di questo processo, ma sappano per esempio che la Neisseria gonorrhoeae infetta il tratto genitale, mentre la Neusseria meningitidis infetta quasi sempre il tratto dell’orofaringe.

Il saperlo però ci permette di prevenire l’insorgenza della malattia, per esempio non fumando e avendo sempre rapporti protetti.

La pillola del mattino: come avviene l’invasione tissutale?

Molti patogeni virali causano la malattia attraverso la moltiplicazione nella sede di ingresso mucosa o cutanea, ma altri diffondono dall’iniziale sede di infezione ai tessuti più profondi.

I virus possono diffondere attraverso il sistema nervoso, il plasma o all’interno delle cellule del sangue.

I batteri possono invadere gli strati più profondi delle mucose penetrando nelle cellule epiteliali e passando attraverso le giunzioni tra le cellule epiteliali stesse opppure penetrando attraverso la superficie epiteliale privata del suo strato più esterno.

La pillola della sera: il nostro patogeno è dentro l’ospite

Il nostro patogeno in qualche modo è riuscito a penetrare dentro l’ospite, ma ancora per lui il viaggio non è finito, infatti deve ancora riuscire a colonizzare la cellula o comunque i tessuti:

in qualche modo deve ancorarsi, un po’ come i pirati su una nave da depredare.

Anche in questo caso ci sono eccezioni, alcuni patogeni entrano direttamente nel torrente circolatorio causando infezioni a quel livello, ma sono eccezioni appunto e malattie piuttosto gravi che necessitano di cure intensive ed ospedaliere.

Ed è proprio a questo punto che, ahimè, l’ospite aiuta il patogeno, tendendogli la mano con i recettori che possiede, che sono una specie di toppa per la chiave che i patogeni come abili truffatori producono per entrare nella cellula e colonizzarla.

La pillola del mattino: il viaggio dei patogeni nell’organismo

Il nostro patogeno in qualche modo è riuscito a penetrare dentro l’ospite, ma ancora per lui il viaggio non è finito, infatti deve ancora riuscire a colonizzare la cellula o comunque i tessuti:

in qualche modo deve ancorarsi, un po’ come i pirati su una nave da depredare.

Anche in questo caso ci sono eccezioni, alcuni patogeni entrano direttamente nel torrente circolatorio causando infezioni a quel livello, ma sono eccezioni appunto e malattie piuttosto gravi che necessitano di cure intensive ed ospedaliere.

Ed è proprio a questo punto che, ahimè, l’ospite aiuta il patogeno, tendendogli la mano con i recettori che possiede, che sono una specie di toppa per la chiave che i patogeni come abili truffatori producono per entrare nella cellula e colonizzarla.

La pillola del mattino: l’entrata dei patogeni nell’organismo

Come dicevamo ieri un patogeno, perché possa generare la malattia, deve riuscire ad entrare in contatto con l’ospite e deve anche riuscire a crescere all’interno di esso, mettendo in atto diverse strategie per eludere i sistemi di controllo e di difesa.

Molte volte sono proprio i sistemi di difesa dell’ospite a causare,  più che il patogeno stesso, sia la malattia che i sintomi e i segni tipici .

La via d’entrata di un patogeno all’interno di un organismo può essere la mucosa, cioè quello strato che ricopre l’apparato respiratorio, gastrointestinale e urogenitale, ma anche le ferite, come tagli o abarsioni.

Quindi un patogeno per farsi strada deve trovare il terreno giusto, ma anche questo non è sufficiente, perché se non ha la possibilità di sconfiggere le difese presenti in quel determinato tratto, la sua morte sarà sicura.

Un patogeno che voglia penetrare, per esempio, attraverso il tratto gastroenterico, con le goccioline di saliva deve riuscire a sopravvivere in quell’ambiente e superare la linea di difesa, ancora più difficile se la via di passaggio è la cute integra, infatti a parte poche eccezioni, i patogeni non sopravvivono sulla pelle.

La pillola della sera: ancora sulle malattei infettive

Il concetto espresso  stamani è molto importante, sopratutto nell’ottica della prevenzione: molti indivudui non vogliono fare il vaccino antinfluenzale perché ritengono che l’influenza sia una malattia banale e che non si corra alcun rischio, si debba stare cinque giorni a letto e poi tutto passa.

Non è così e quando costoro la contraggono se ne rendono conto, ma la responsabilità è spesso di chi, nel diagnosticare un’infezione delle alte vie respiratorie, attribuisce l’etichetta di influenza ad un virus parainfluenzale ottenendo così due brutti risultati:

il pirmo che chi si è vaccinato crede che il vaccino sia inutile

ilsecondo che chi non lo ha fatto lo ritenga inutile perché al massimo se ne sta due giorni a letto e poi guarisce.

L’influenza è uno degli esempi che si possono fare per quanto riguarda le malattie infettive, il più diffuso e forse anche il più conosciuto, ma sono molte le malattie che non vengono prese in considerazione e che possono rendere la vita del paziente difficoltosa.

Lo stesso Herpes virus è un fastidio che ci accompagna il più delle volte dalla nascita fino alla morte, ripresentandosi ciclicamente quando siano un po’ più stanchi oppure alle prese con qualche altra malattia infettiva, la maggior parte delle volte senza conseguenze, a volte può evolvere i complicazioni anche gravi.

Ditemi se potrebbe interesarvi conoscere e discutere dei meccanismi molecolari che portano all’infezione, io comunque voglo ripassare e ristudiare l’argomento, se volete lo condivido con voi  e ne discutiamo!

La pillola del mattino: ancora due parole sulle malattie infettive

L’approccio al paziente come abbiamo visto ieri è davvero molto importante.

Le malattie infettive sono subdole e proprio per questo motivo la collaborazione tra medico e paziente è fondamentale.

La raccolta dell’anamensi è importante, conoscere le abitudini del paziente, sia alimentari che sociali, sessali e familiari è di importanza cruciale nel processo terapeutico che seguirà quello diagnsotico.

Ci son malattie che hanno carattere fulminante e che per essere sconfitte devono essere trattate ancora prima che il patogeno sia identificato, penso per esempio ai germi che causano meningite, ma quando possibile è sepre meglio riuscire a intraprendere una terapia mirata.

Il medico deve utilizzare tutte le frecce al suo arco e non deve mai cedere alla tentazione di fare una diagnosi semplice: tutto deve essere chiaro nella sua mente e se non lo è deve cercare di renderlo il più chiaro possibile, poiché, appunto le malattie infettive sono  subdole.

Nel periodo invernale le malattie infettive sono quelle che più si presentano alla mia attenzione e che più di altre mettono a dura prova la mia capacità diagnostica: troppo spesso ad un paziente con la febbre viene diagnosticata l’influenza, quando in realtà l’infezione è mediata da un virus parainfluenzale.

Se da un punto di vista del paziente la differenza potrebbe sembrare una banalità, quasi una questione semantica, non lo è da un punto di vista pratico: infatti un virus parinfluezale causa, il più delle volte, un’infezione piuttosto importante, ma risolvibile in pochi giorni, che non lascia postumi e che raramente evolve in complicazioni; molto diverso da un virus influenzale che è causa di temperature corporee sopra i 39°, dolori articolari lancinati e spesso conseguenze piuttosto importanti, come polmoniti, broncopolmonite e nei casi più gravi encefaliti.

La pillola della sera: ancora sulle malattie infettive

Affinché l’infezione si realizzi deve avvenire l’incontro tra ospite e patogeno e questo, seppur banale come concetto, è centrale nella genesi dell’infezione, infatti ogni volta che un patogeno viene a contatto col corpo di un essere umano incontra moltissime barriere di difesa che cercano in ogni modo di sconfiggerlo.

Molte volte è il primo incontro a causare la malattia, ma a volte l’agente infettivo si nasconde nel corpo e rimane latente per anni e la malattia si manifesta anche a distanza di tempo.

Il ruolo del medico, in questo caso specifico, è davvero importante, mai come in questo caso è necessario racogliere un’anamnesi precisa e scrupolosa e, da parte del paziente, è necessaria sicerità su ogni aspetto della questione, perchè anche piccole variazioni sui comportamenti possono aiutare il medico a determinare la causa d’infezione più probabile.

Un esempio è raccontare precisamente il percorso di un viaggio compiuto con eventuali deviazioni, incontri sessuali e no, infatti i patogeni vivono spesso in zone particolari o in situazioni riconoscibili per cui è possibile fare una diagnosi precisa che porterà ad una terapia mirata.

Quindi, la morale di questa pillola è: siate sempre sinceri col vostro medico perché ne va della vostra salute!