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E infine la luce dopo il COVID-19

Ciao a tutti miei cari lettori,

Sono stata assente per un tempo immemore, perchè non ho voluto aggiungermi alla schiera di coloro che parlavano dell’epidemia di Sars-CoV-2, ma ho preferito cercare di stare vicino alle persone che hanno avuto bisogno, di sostegno, di cure, di rassicurazione, ma anche di fare due chiacchiere ogni tanto, per un semplice bisogno di contatto umano.

Nei prossimi giorni vi racconterò quello che mi è rimasto, che ho imparato e che porterò con me da questo periodo così strano e così particolare.

Se volete e vi farà piacere sarò lieta di conoscere le vostre storie oltre ai dubbi che al netto delle conoscenze attuali, possiamo cercare di sciogliere.

 

A presto allora e buona salute a tutti!

La filodiffusione: I concerti dei Muse (e sì perché son stati tre)

Come già ho avuto modo di dire il 2019 è stato davvero un bellissimo anno per me, per moltissimi motivi: professionali, personali, ma sopratutto perché dopo un sacco di anni sono tornata a vedere e ad ascoltare dal vivo i Muse.

Sembrerà una cosa tardo-adolescenziale (parola che riporta alla mente il mai dimenticato “Jack Frusciante è uscito dal gruppo”, libro non troppo bello in verità, ma che ha segnato la mia adolescenza come pochi altri titoli,” Due di due” è un altro, ma lasciamo perdere questo argomento che altrimenti finiamo domani mattina), ma per me è qualcosa di rigenerante.

Cosa c’è di così bello in un Gig? (per chi non lo sapesse con Gig si intende la data di un tour live)

A brucuapelo direi tutto, sopratutto se a suonare è un gruppo su cui fantastichi, a cui ti ispiri, se suonati sono pezzi che ti sollevano come un argano quando sprofondi nei meandri della tristezza e dell’angoscia: ma una cosa è quella predominante, la felicità che accompagna tutte le fasi che compongono l’evento.

Si inzia con i rumor che parlano dell’uscita del nuovo album (nel caso specifico Simulation Theory) che anticipa l’inizo del tour mondiale: quell’attesa fatta di indizi, di ricerca di conferme, di delusioni e poi di nuovo di conferme, fino alla pubblicazione del primo singolo (Dig Down) che mette fine ai dubbi: il tour ci sarà, ma ancora non sappiamo quando, non sappiamo dove, non sappiamo se sarà nella nostra nazione, ma ci sarà, questo già produce una scarica di dopaminia che ci accompagnerà fino alla conferma delle date.

Il tempo che è intercorso tra la pubblicazione di Dig Down e quella delle date è italiane è stato lunghissimo, interminabile e davvero estenuante, ma i nostri eroi del Devon (si i Muse vengono da un paese del Devon da cui almeno due componenti Matt Bellamy e Dom Howard sono fuggiti per le assolate spiagge di Malibù ) ci hanno deliziato con pubblicazioni di singoli per tutto questo tempo fino ad arrivare a febbraio 2019 in cui le date sono state svelate: 12 luglio a Milano e 20 Luglio a Roma!

La sintonizzazione sul sito delle prevendite, l’acquisto istantaneo… il regalo più atteso e mai sperato, un’altra data il 13 luglio ancora a San Siro (per questo ho dovuto aspettare perché Juri, mio marito, non era così convinto di vederli per tre volte, ma alla fine la felicità che sprigionavo al solo pensiero di essere in mezzo al quella folla adorante, persone che proprio come me diffondevano gioia ha prevalso e lo ha convinto).

Tra edizioni Deluxe del nuovo album, post di Matt su Instagram, inteviste di cui non capisco un’acca (non solo per il mio inglese basic, ma anche perché Matt parla in un modo incomprensibile ai più), luglio è infine arrivato e la felicità ha iniziato a invadere ogni fibra del mio corpo.

Non avevo mai dormito fuori dalla casa in cui abito da quando sono sposata (marzo 2011), ma questa volta l’ho fatto ed è stato bellissimo, organizzare il viaggio, scegliere (grazie al preziosissimo aiuto del mio carissimo amico Alberto) l’albergo giusto, usare la metropolitana, imparare a 41 anni che sulle scale mobili si tiene la destra, perché i lavoratori milanesi mica hanno tempo da perdere con giovinastri alle prese con i loro cantanti preferiti (per fortuna giovinastra non sono più, ma quella maglietta disegnata dalla mia cara amica Monia forse qualche dubbio sulla mia capacità di pillare, creare PIL, forse l’ha posto).

Milano è una città che mi ha incantata per come è organizzata, per la facilità ad arrivare a san Siro con la metro, ma sopratutto a tornare all’albergo.

Tutto è stato organizzato così bene, quasi da sembrare di esssere in una nazione diversa.

Il concerto è stato grandioso: vedere Matt seppure da lontano, vederlo correre, saltare, suonare, emozionarsi è stato fantastico, rigenerante e mi ha riempito il cuore di felicità.

Ho saltato e cantato come una ragazzina, ma non ho perso la voce e la sera dopo ero di nuovo lì, a saltare e cantare e a fare il pieno di dopamina!

Gionate indimenticabili che credevo fossero il masssimo che si potesse provare…ma mi sbagliavo.

La settimana dopo stessa preparazione (questa volta il bel B&B lo devo alla mia amica e muser Antonella con la quale abbiamo condiviso il concerto romano) ma direzione sud: Roma.

Io amo Roma, l’ho sempre amata, il suo fascino è qualcosa che non ho mai trovato da nessuna altra parte al mondo, non è che abbia girato tantissimo in effetti, ma per quel poco che ho visto, Roma batte tutto.

Siamo scesi a Termini e siamo arrivati a piedi fino a Trastevere, tra un sospiro di stupore e un altro, tra la vista del Colosseo e la passeggiata sull’isola Tiberina, con quella luce che rallegra l’anima e il cuore, con quell’odore che solo Roma ha, che ti entra dentro e ti fa sentire bene.

Ci siamo incontrati con Antonella il sabato sera e meno male che c’era lei, altrimenti arrivare all’Olimpico sarebbe stato impossibile!

Roma è bellissima, ma in termini di organizzazione devo dire che è un altro mondo rispetto a Milano.

Il preziosissimo compagno di Antonella ci ha accompagnato allo stadio in macchina e dopo una lunghissima attesa sotto il sole cocente siamo finalmente entrati nello stadio e questa volta ero nel prato non sugli spalti.

Inizia la musica, la temperatura è perfetta, la luce è perfetta, l’acustica è perfetta… se il paradiso esiste deve assomigliare molto a quello che ho provato quella sera.

Non ero molto vicina al palco, ma passo dopo passo, spinta dopo spinta, come una pallina in mezzo ad altre palline sono arrivata alla terza fila… e durante New Born, una delle ultime canzoni sono riscita a vedere Matt così da vicino da sembrarmi impossibile e durante Dig Down sono riscita a veder il blu infinito e pervasivo dei suoi occhi.

Un’emozione così forte, così bella, quella voce e quei suoni che rimangono nella testa e una felicità che raramente di prova se non in eventi in cui questa passione si può condividere.

Ho la fortuna di condividerla con l’uomo che amo e questo è un regalo che spero di meritare ogni giorno, cercando di renderlo felice.

Quindi spero di avervi annoiato oltre modo, ma avevo promesso che ne avrei parlato e allora ecco qua..

grazie per avermi letto.

La pillola del mattino: il mio primo mese di psicoterapia

Buongiorno a tutti,

stamani non vi porterò qualche pillola legata alla salute o a consigli da seguire per cercare di stare meglio, stamani voglio condividere con voi una delle scelte più belle che abbia fatto nella mia vita: iniziare un percorso psicoanalitico/psicoterapeutico.

Chi mi conosce e viene a sapere che ho preso questa decisione si stupisce perché ho un carattere molto estroverso, sono quasi sempre serena, molto “fumina” come si dice a Prato, ma in sostanza non ho nulla che possa far pensare che abbia dei problemi psicologici da risolvere.

In effetti, come dico sempre, non ho grosse problematiche, ma ci sono dei giorni che sto male e che vorrei star bene senza riuscirci, allora mi son chiesta: perché non stare meglio?

Grazie al consiglio di uno psichiatra di cui mi fido tantissimo, sono stata indirizzata da una bravissima psicologa che non solo mi fa sentire a mio agio, ma mi spiega quello che avviene nella mia mente e come quelle emozioni si sprigionano improvvisamente facendomi male e poi solo poi perché questo avviene.

Non so se sarà un percorso lungo, un percorso breve, posso solo dire che sto meglio e che sento la mia vita volgere al meglio.

Parlando con i miei pazienti ho riscontrato reazioni diverse, chi non crede a queste cose, chi si sente come violentato da un professionista che invade la propria intimità, chi non se la sente perché “non è pazzo”, ma quando dico “anch’io vado in analisi”: allora vedo un piccolo barlume di speranza negli occhi di chi diffida.

Io spero che questa mia testimonizanza possa farvi riflettere sull’importanza di un buon equilibrio psichico, che a volte piccoli problemi o sensazioni spiacevoli possono essere risolte con un piccolo aiuto e prendendo coscienza di quello che si è e che siamo diventati.

Questo è volersi bene, questo è ciò di cui davvero tutti abbiamo bisogno!

Buona giornata a tutti e se avete curiosità oppure domande al riguardo non esistate sarò felice di consividere con vuoi questa bellissima esperienza.

La pillola del mattino: la colica renale

Molti di voi avranno avuto o assistito qualcuno con una colica renale.

Il tipico dolore è quello lancinante che dai fianchi si irradia su parte della schiena e dell’addome.

Quando il dolore si presenta così è molto semplice far diagnosi ed è  importante  chiamare subito il medico per avere un po’ di sollievo.

A volte, però, il dolore è insidioso, si manifesta a intervalli, nella parte bassa dell’addome (terzo inferiore dell’uretere) e, se a destra, va distinto da una appendicectomia e se a sinistra da una diverticolite.

Se il paziente è di sesso femminile ci sono anche da prendere in coonsiderazioni patologie tubariche.

Oltre all’esame clinico, che il più delle volte porta alla diagnosi, è possibile anche fare una ecografia per cercare il calcolo, ma anche in questo caso a volte non è sufficiente perchè può nascondersi, ed allora diventa necessaria una Tac.

 

La pillola della sera: la vitamina E

La vitamina E fa parte delle proteine liposolubili che si accumulano nell’organismo, in particolare questa lo fa nel fegato.

Il fatto che abbia la capacità di accumularsi fa sì che non sia necessario assumerne quotidianamente.

Possiamo trovarla in vari alimenti, fra cui le noci, i cereali, le olive, il mais, le arachidi, ma anche nelle verdure a foglia verde.

La funzione più importante è quella antiossidante e protegge dagli effetti dell’inquinamento e del fumo di sigaretta.

Se manca, anche se nel mondo occidentale è molto raro, possono svilupparsi problemi di sviluppo e di metabolismo in generale.

Se è in eccesso, eventualità ugualmente rara, può aumentare la pressione oppure stanchezza generale,

 

La pillola del mattino: la febbre che spaventa

In linea generale la febbre spaventa sempre, ma spesso i pazienti chiamano quando le temperature sono molto alte, intorno a 38°-39°.

Le temperature alte non devono spaventare più di tanto, perchè sono la dimostrazione che si sta combattendo una battaglia e che le armi sono di buon livello.

Quando spiego, o tento di spiegare la febbre ai pazienti uso sempre la metafora della guerra;

la guerra tra il sistema immunitario e i patogeni: colpi da una parte, colpi dall’altra un gran fumo e odore di polvere da sparo che si manifesta con un aumento della temperatura;

certo non sappiamo chi sta vincendo, ma possimo essere certi che la battaglia si stia combattendo.

Diverso è quando la febbre è stabile sui 37,5 e prende il nome di febbricola.

La febbricola non rappresenta quasi mai un sintomo tranquillo e se persiste per oltre cinque giorni è bene farsi controllare, perchè può sì voler dire che il patogeno non ha molte frecce al proprio arco, ma è molto più probabile che il sistema immunitario non riesca a raggiungerlo.

In questo caso è necessario aiutare il sistema immunitario con delle munizioni più potenti ovvero gli antibiotici.

La pillola della sera: la congiuntivite

A volte gli occhi possono diventare rossi, bruciare oppure prendere, formando a margine degli accumuli di siero.

Se questi sintomi sono presenti è probabile che abbiate una congiuntivite.

La terapia è molto semplice e il vostro medico ve la prescriverà, ma quello che mi preme ricordarvi sono le norme igeniche:

  • Lavatevi spesso le mani
  • Usate asciugamani, federe, fazzoletti personali stando attenti a non condividerli
  • Cambiate le lenzuola non appena vi accorgete di essere infatti

Se tutto va bene con la giusta terapia dovreste guarire in cinque giorni.

 

La pillola della sera: vitamina A

Tra tutte le vitamine quelle più conosciute sono quelle del gruppo B, ma ne esistono molte altre è stasera vorrei parlarvi della A.

La vitamina A si accumula nel nostro fegato e viene rilasciato quando ce n’è bisogno.

È utile per la vista, ma anche per le ossa.

Si trova nel latte e nelle uova, ma anche in tutte le verdure è la frutta rossa, gialla e arancione anche se sotto forma di carotenoidi, che sono i precursori della vitamina A.

A differenza della vitamina C, poichè si accumula, l’eccesso può portare a danni al fegato e alla milza.

Inoltre la vitamina A rende i capelli più belli e sani.

 

 

La pillola del mattino: il vomito

Ci si sta avvicinando al Natale, quello che è per me il periodo più bello dell’anno, adoro le lucine, i regali sotto l’albero, le canzoni natalizie e quell’ atmosfera di serenità che, nonostante tutto, si cerca di creare.

Nella mia città, quest’anno, gli addobbi sono davvero belli e i cittadini hanno appeso luci e lucine a moltissimi terrazze e finestre, così tutto sembra ancora più magico.

A Natale, però, si è anche soliti mangiare più del dovuto e può succedere di contrarre qualche virus parainfluenzale o gastrointestinale che rovina tutto.

Se quindi doveste vomitare o avere nausea in questi giorni,  alcune semplici regole da seguire:

  1. Non mangiare niente di solido nelle sei ore successive all’ultimo episodio di vomito
  2. Idratarsi, bere a piccoli sorsi, un cucchiaino per volta o di acqua o di una soluzione reidratante.
  3. Riposarsi, perchè come dico sempre, la medicina cura, la natura guarisce.

Per prevenire tutto questo vi ricordo di assumere molta vitamina C.

 

 

La pillola del mattino: la congiuntivite

Scusate l’assenza di ieri, ma la scossa di terremoto di domenica notte mi ha scombussolato è non sono riuscita a scrivere nulla.

Volevo, stamani, parlare della congiuntivite.

Questa affezione si presenta il più delle volte con la presenza di prurito o di dolore all’occhio; a volte c’è anche la presenza di pus o di lacrimazione eccessiva.

Il vostro medico vi prescriverà il collirio adatto e  voi guarirete in poco tempo, ma cosa dovrete fare una  volta a casa?

Dovrete, per prima cosa lavare tutta la biancheria condivisa e scegliere per voi asciugamani esclusivi, cercare di non toccarsi l’occhio, evitare di bendarlo.

Questo perchè i conviventi potrebbero essere contagiati.

La congiuntivite spesso è una banale infezione virale, ma può complicarsi colpendo la palpebra, ma anche la cornea, quindi non sottovalutatela mai.